-Intro-
L'intro è importante.
Credo fondamentale.
Però questo l' ho imparato da me.
Il primo pensiero della giornata.
Quasi Mezzanotte: cazzo questa è Fra.. no bada ho sonno. NO SONNO. GRAZIE, MA SONNO.
Secondo pensiero, lievemente più lucido.
06.47 : MMMhhh è presto.. ancora 10 minuti mamma
Terso pensiero, folgorante
06.48 : BADA IN FRIGO C'E' LA TORTA!
Sucker love is heaven sent
Prima sigaretta legale : winston blu 100's. Con tutte le sacrosante leggi della premiere cigarette da me formulate. C'era pure la nebbia, molto atmosfera premiere cigarette di ele. C'era pure la musica, "This is a new shit", Marilyn Manson
Cause there's nothing else to do
Every me and every you
Termine della giornata.
pas anniversaires sans pleurer, et sans pleuvoir. Mi viene in mente quella poesia di Verlaine.
Il pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville..
Oh no, sta volta, no. E non ci avrei mai creduto.
E sono riuscita a non demoralizzarmi per ciò che mancava. - solo una cosa mancava -
Però a modo suo, c'era.
- Lo sa -
Sucker love, a box I choose
No other box I choose to use
Ora che sono grande, ( O________O ) chissà che non cambino un pò di cose
- Lei le vuole cambiare, davvero, le vuole cambiare- .
Chissà.
- Non è cambiato assolutamente nulla, e allora qualcosa peggiorerà. -
Ma non si sa.
Too much poison come undone
'Cause there's nothing else to do
Every me and every you
"Ed avrebbe voluto strapparsi gli occhi per non vedere quelli della Lupa, che quando gli si ficcavano ne' suoi gli facevano perdere l'anima ed il corpo. Non sapeva più che fare per svincolarsi dall'incantesimo"
E'così.
I serve my head up on a plate
It's only comfort, calling late
'Cause there's nothing else to do
Every me and every you
Coglione, questa canzone è tutto fuorchè banale.
Car nous voulons la Nuance encor,
Pas la Couleur, rien que la nuance!
Oh! la nuance seule fiance
le reve au reve et la flute au cor!
Tutto ha un senso, a modo suo.
I know I'm selfish, I'm unkind
Sucker love I always find
Someone to bruise and leave behind
Se mi odierai, sarà perchè avrai scelto di farlo.
Se mi dimenticherai, sarà perchè avrai scelto di farlo.
E nient'altro.
E così io.
Ma io ho scelto.
There's nothing here but what here's mine
Something borrowed, something blue
Every me and every you
Every me and every you
Every me..
Every me and every you
Every me..
.. Pucker up for heavens sake.
[ And does he notice my feelings for him?
And will he see how much he means to me?]
E sto lì, che la sento fremere. Uno scoppiettio che mi dice “ehi sono pronta per te”. Il suo odore.
Odore nauseante. Finto.
La fisso.
Non ha niente di attraente.
Cerco di far finta di niente ma la sua presenza si impone con forza.
E allora guardo il cucchiaino nel bicchiere, quel vecchio bicchiere con dei fiori rossi così strani che sembrano un incrocio fra un cavolfiore e una campanula. Quel vecchio cucchiaino da caffè, che quante volte ho pensato di utilizzare per scavare una strada sotto il letto per fuggire da qui.
Allungo il braccio.
E bevo quella medicina del caxxo.
E poi non si butta niente in questa casa, così mi alzo metto altra acqua e bevo pure i nauseanti rimasugli all’arancia. Arancia finta, da medicinale.
Felice di constatare che davide non è ancora morto il tosse, o di tubercolosi, mi appropinquo a filosofia.
Deus sive natura, che scena cruenta O______________o
Ed ecco qua, al posto di studiare storia, a postare idiozie “varie ed eventuali”, come dicono nelle circolari delle assemblee d’istituto.
Oggi ho perso una magnifica scena in cui due scimmie in preda alla gravidanza isterica si saltavano addosso mugugnando insulti animaleschi e strappandosi i capelli. E proprio una brutta cosa che questi eventi esilaranti avvengano quando sto a casa malata.
A casa malata, per inciso, ma a scoppio ritardato, visto che il giorno prima, nonostante nuotassi nella crema idratante da applicare sul nasino arrossato da una piscina di fazzoletti e cartine vuote di medicine ( oramai depositati nell apposito cestino), nonostante non riuscissi a formulare una frase di 3 parole senza sembrare un qualche animale castrato che gracchia, nonostante gli occhi rossi che mi rassomigliavano molto ad un pesce esoftalmico, sono andata a scuola, per rendere onore e gloria alla professoressa di storia e filosofia, secondo l ordine supremo della Mamma.
Devo ancora scaricare la colonna sonora di beutiful commissionatami dalla onorevole rappresentante Martina per dar voce agli aspetti più diplomatici de “odi et amo inter II°que III° G”, che sarebbero quelli che si articolano sui banchi del laboratorio di fisica, nei cessi, sul registro e sulla porta della nostra classe, da parte delle scimmie del terzo, che ci mostrano ogni giorno prove di maturità e superiorità, da noi piccole piskellette.
Beatà gioventù.
E nonostante la vostra eroina in pattini ( OMG ) sia, come suddetto, gravemente malata (l’affermazione è da interpretare nella chiave vittimista-egocentrica che incarna il disturbo bipolare dell’autrice), è uscita per comprarsi lo smalto, ovviamente senza maglione, e si è fumata la bellezza di 4 winston blue e 1 camel light.
La mia miopia peggiora.
La mia vità sentimentale chissà.
I miei fratelloni sono impegnati in crisi esistenziali del cazzo.
Però Giacomo mi ha chiamata >.< . he’s been sooooo kawai-cuteee!!!!!
La rivoluzione francese e napoleone – si, sono indietro col programma- mi aspettano impazienti.
Il viso dell’istruttore di danza che scuote la testa in segno di disapprovazione per una settimana di assenza mi tormenta.
La notte sogno di riuscire a fare la spaccata.
Punto.
I sense there's something in the wind
That feels like tragedy's at hand
Illuminata dalle stelle e dalla luna.
Dalle tue stelle,dalla tua luna
Non avrebbe mai creduto che le stelle e la luna avrebbero potuto dar realmente luce. Stelle e luna e vere, stelle e luna fosforescenti.
La luce malinconica la culla, la protegge. Ma la luce è triste, è malinconica.
Quanto sonno. Buonanotte.
And though I'd like to stand by him
Can't shake this feeling that I have
La mattina camminare da sola in mezzo a strade cosi belle con l’aria che sa di pulito e il cielo così azzurro, è davvero straziante andare a scuola. Mp3 sempre nelle orecchie. Ma perché diavolo parte sempre dalla traccia 11.
Cammina, sente freddo, pensa a troppe cose per non pensare a quella sbagliata. Non sbagliata, forse quella che non è in grado di controllare.
Fumo.
The worst is just around the bend
Interessante chissà se è un caminetto. Che sciocca chi è che accenderebbe un caminetto a quest’ora del mattino, non è l’ Ora Del Caminetto.
<<chi guarda in basso è insicuro e chi guarda avanti a sé è una persona decisa>>.
Chissà quelli che guardano il cielo e il fumo che esce dal camino, seguendo le vie del vento, che persone sono. Forse sono persone che non sanno dove vanno. O forse sono persone che finiscono per cadere o per sbattere da qualche parte.
And does he notice my feelings for him?
Troppo difficile vivere stando attenti.
Lei, non è brava a pensare. Non a queste cose.
And will he see how much he means to me?
…
I think it's not to be
What will become of my dear friend?
Where will his actions lead us then?
Fare le stesse strade, con le stesse luci, dalla stessa prospettiva, è sempre uguale e diverso.
Si tiene impegnata, più impegnata del solito.
Forse fisicamente incapace di sopportarlo, ma in fin dei conti, non si muore mica di impegni.
C’è del burro in questo maledetto panino. Fa ingrassare, il burro.
Although I'd like to join the crowd
In their enthusiastic cloud
Beh in fondo non devo essere più perfetta per nessuno. O meglio, non voglio.
<<Piroette in Attitude>>
Quanto è bella danza classica.
<<Tu la inizi?>>
<<Sì, due volte a settimana>>
Try as I may, it doesn't last
<<Elena giù i talloni dopo il grand plié>>
And will we ever end up together?
no, I think not, it's never to become
Avete mezze punte con la soletta sdoppiata?
For I am not the one.
Io con queste fottute placche ci crepo.
Un pensiero esatto. E consapevolmente esattevolmente falso, ma pensarlo faceva effetto. E così.
Che poi chi l’ha detto mai che uno di placche non può morire.
Nell’ attesa che l antidolorifico facesse effetto presa da agonie sufficientemente lancinanti alla gola, per non parlare di quei trapani con la mina sottile sottile che vorticosamente ferivano bucavano assordavano sanguinavamo addoloravano le mie orecchie. Un lavoro fatto bene, davvero, pezzo per pezzo quando meno te lo aspetti, come una bella sorpresa che però non è bella : tu ingoi la saliva-che poi quale diavolo si aspetterebbe, a rigor di logica- che poi va bene si sa, la biologia la scienza ma dico, così, proprio a pensarci- quale diavolo andrebbe a pensare che ingoiare la saliva possa trapanarti l orecchio in quella maniera. Insomma la saliva e l’orecchio. Come dire che “oiso”è il futuro greco di “fero”.
Assurdo.
Beh comunque dicevo… Nell’ attesa che l antidolorifico facesse effetto –che maledizione preso in ritardo, che ancora ascolto mia madre io, che me lo dico sempre che non lo devo fare, e sono sempre soddisfatta del risultato, ma ogni tanto mi scappa così.. quel je ne sais quoi da figlia che chissà perchè lo dico in francese. L’ ascolto,e mi faccio del male. Inevitabile- aspettavo, fino a che non ho pensato che nel attesa dovevo far finta di star bene.
No perché di solito funziona.
E più ci pensavo, più sembrava proprio la soluzione giusta. Perché dico, se questa, come le altre negli ultimi cinque anni pressappoco –no di meno, l’adolescenza mi è arrivata tardi a me, per portarmi questo genere di fastidi- è una malattia psicosomatica e beh, le supposizioni ci stanno tutte, dopotutto non a caso il problema è alla gola. Beh allora se faccio finta di stare bene magari ci credono anche le placche. Ci hanno creduto i miei genitori ci hanno creduto i miei nemici i miei amici i miei conoscenti il mio ragazzo le persone più disparate, chissà che non ci caschino pure le placche, no? Così poverine, si tranquillizzano e decidono che possono levarsi dai piedi. Anzi dalla gola. Ma questo è un altro discorso.
E poi vabbeh se fai finta, e te la cavi bene per un po’ di tempo, il giusto, il necessario, poi finisci per crederci pure te, e non è mica una cosa da poco prendere per i fondelli se stessi a quella maniera, forse prendere per i fondelli le placche è anche più facile. Ma chissà.
Però poi ho voluto dare al mio stratagemma una sfumatura più carina,.
Ho deciso di sognare un bel sogno ad occhi aperti. Veramente l’ho sognato ad occhi chiusi, perché sennò mi distraevo, però era per dire insomma, che ero sveglia, ecco.
E allora per distrarmi dal trapano dalle placche dalla fame e dalla sete, dal mal di testa e tutto il resto.
Io Ho Sognato
Tutto nei minimi particolari si intende, con i profumi i colori, gli spigoli, le cose che tu non le vedi ma lo sai che ci sono, che so le mutande ce l’hanno tutti, o quasi, però mica le vedi. Cioè sì, a un po’ di gente le vedi pure ma diciamo di solito no ecco.
Ho immaginato proprio tutto. Beh le mutande non le ho immaginate però, perdeva di poesia.
Ho immaginato proprio un sacco di cose.
Le sfumature del sole, l’intensità del suo calore, le voci, i suoni, le nostalgie, tutto tutto.
Ah, e c’era il mare.
Però non ve lo posso raccontare questo sogno me lo devo tenere per me solo per me. E limarmelo, tutte le volte che sentirò dolore.
Che poi certi sogni a volte feriscono la gente.
Come quando sogni di andar via di casa e magari che so, il gatto ci rimane male. E forse anche tuo padre, che tu sei l unica figlia che gli è rimasta.
Comunque è stato piuttosto bello.
Mi chiedo perché certi ragazzi non capiscano che l ostinazione è fuori luogo, quando una ragazza NON risponde alle sue chiamate.
La mia vita altresì tragicomica è diventata piatta e priva di stimoli.
E quindi sono priva di ispirazione.
Altre due stelline sull’orecchio destro, perfavore.
Unica stellina, non voglio certo brillare da sola.
Un buco solo al lobo destro. Nessuno orecchino. Nessun brillantino. Niente stellina.
Stranamente lucida, e desiderosa di sentire un dolore e ricordarlo, scattarlo nei ricordi della mia mente. Come le foto di Ciccinoh.
Che quel dolore, quel piccolo dolore, mi risvegli dall’oblio.
All’ inizio non credevo davvero.. Beh forse in questi casi, non ce lo si aspetta mai.
Ci ho riflettuto bene. Mai in tutta la vita, ho trovato persone che si prendessero cura di me, in modo così sincero, disinteressato, costante, dolce.
Mi chiedo perché di queste cose, uno se ne accorge sempre dopo.
Però se non ci fossero stati loro due, adesso non potrei ripensare a un periodo così nero della mia vita, invece colorato, luminoso, con tante persone vicino, sempre.
Lui che mi accarezzava la testa, formulando pensieri pseudo-filosofici che io assolutamente non seguivo, cercando di capacitarmi di come fossi finita a spalmarmi sul balconcino di uno dei miei migliori amici in quelle condizioni.
Che mi faceva i lavaggi del cervello via msn fino a tarda notte cercando di farmi capire che non ero affatto sola. Che i problemi potevo lasciarmeli alla spalle. Certe frasi che le avrò sentite talmente tante volte che le ricordo di certo a memoria.
E tutte le volte che gli son saltata addosso e gli ho spaccato qualcosa, tutte le volte che altresì brilla, si è rivelato un ottimo mezzo di trasporto.
Essere gelosa di Giulia, fare le scenate medio-patetiche ma essere sempre presa sul serio. Potergli parlare di tutto, sapere che lui c'è sempre.
Sapere di essere migliori amici, sapere che ti vuole bene, farsi vedere a piangere per lui e non risultare antipatica in qualche modo per questo.
Poter essere abbracciata ogni volta che sentivo le lacrime vicine.
La sua cana con molteplici affatto dolcissimi nomi, la via del logos di cui non si potranno mai scorgere i confini, travestimenti improbabili, spassossissimi e decisamente caldi al romics.
I saccheggi di cioccolata al supermercato, le paste con la nduja tutti insieme. Mitiche le partite a dama messenger, gli stoici allenamenti su gb. Le partite a scala
E le serate a casa di costa, le vomitate, da tutte le parti ma nel cesso mai. Esclusa quella volta del kebab : storico avvenimento, un water che muggisce.
Ciccinoh. Andare da tutte le parti, e tutte le ore. Poter stare insieme quando andava, come se non ci fossero gli impegni, non ci fosse il tempo. Imparare un sacco di aneddoti di vita vissuta.
Cominciare a bere il caffè, riuscire ad essere sempre me stessa, le sigarette, tenermi la testa mentre vomitavo ( che ricordi romantici ), chiedermi sempre “come stai”.
Pizze spaventosamente animate, paste lievitate che si impossessano dei frigoriferi, tinte e maschere per capelli, dita piastrate.
Serate a sentirmi una persona addirittura utile per gli altri, altre a ridere immaginando scene erotico-mistiche fra Daniel ed eventuale compagno (???????????), parlare di sogni forse irrealizzabili, di case al mare con relativi pranzissimi in eventuale terrazzo con gruppone orientativamente truzzo a far casino.
Cavalli, casette sulla neve, opossum, pandah, lemuri e pinguini.
Parlare semplicemente capendoci.
.....Sono come miei fratelli. Sono le due stelle che vorrei mi brillino sempre vicino...
Non è una frase così cattiva. No, decisamente, non suona così perfida.
Eppure il veleno che porta dentro, seppur minimo, per me è letale.
Nasconde una storia dietro.
L’ intolleranza a questa sostanza vagamente dolciastra, e viola, sicuramente viola, che mi brucia nel petto.
Quando sento questa frase canticchio “mad world”, e penso che questa cosa non sia sana
Tiziano, Marzio. Eravate le persone più importanti della mia vita.
Senza spiegazioni, in quel modo così vago che mi avvolge, poi mi scuote la testa, mi scompiglia i capelli. Mi confonde e perdo.
Dicevate che non l’avreste mai detto, e io la prima volta mi sono fidata.
Poi, non potevo smettere di pensare “ho perso il mio migliore amico”. La frase mi passava nella mente come quei titoli rossi scorrevoli di certi supermercati, che annunciano svendite e orari.
Il dolore era talmente forte che quasi non riuscivo a sentirlo.
Marzio. Anche se lo amavo non potevo dirglielo. Le parole mi si bloccavano nella gola, come il pianto, e doleva allo stesso modo. Più mi dicevi di amarmi, e più mi facevi paura. Pensavo che ogni dichiarazione equivalesse ad un futuro in cui anche tu mi avresti abbandonata.
Amore, non potevo fidarmi, amore.. come avrei potuto. Il terrore mi stringeva, mi legava mi imbavagliava. Ed io piangevo e ti chiamavo ma non mi usciva la voce. Non potevi sentirmi..!!
E adesso.
Cercando di comprendere i miei sbagli, cercando di aprire il mio cuore senza diffidenze, e ho sentito di nuovo quella frase maledetta.
Però non voglio più ripetermi che ho sbagliato tutto, Che è colpa mia, Che sono stata egoista.
Perché Tiziano, a te non è importato dei miei sentimenti, della mia situazione. Mi hai lasciato con una promessa assurda – di farcela sempre da sola – che era l’unica cosa tua a cui potevo aggrapparmi per sentirti vicino. Hai deciso che avevi altri amici e che io ero un bel ricordo. Hai giocato il tuo assurdo, ambiguo gioco tira e molla, crudele come può essere un bambino capriccioso. E pur rendendoti conto del male che continuavi a farmi, ti sei detto “non ci posso fare niente” e senza pene mi hai abbandonata.
The dreams in which i’m dying are the best i’ve ever had
I sogni in cui morivo quando tu cercavi di avvicinarti a me, per quanto ne conoscessi la labilità, erano i più dolci che avessi mai fatto, e per questo mi sono abbandonata ad essi.
Non sono pentita, perché il sogno, benché sia stato doloroso il risveglio, è stato dolce e bello. Tanto bello da farmi venire le lacrime agli occhi.
Ma avermi fatto risvegliare e sognare e risvegliare. Così, senza scampo, senza che potessi oppormi a quel sonno, è stato egoista.
Perché Marzio, tu amavi te stesso e non me. Mi dispiace dirlo e so che ti da fastidio.
Ma tu mi volevi, non mi amavi.
O forse mi amavi di un amore egoista, ma è un po’ una contraddizione in termini.
Mettevi tutto te stesso nel cercare di mostrarmi il tuo amore, senza una volta cercare di curare le mie ferite, senza dirmi UNA volta che mi capivi, di offrirmi le tue braccia o le tue labbra come rifugio dalle mie paure verso me stessa.
Per ricevere il mio amore, avevo bisogno di sentire tutto questo.
Io non volevo essere aiutata, ma allo stesso tempo lo volevo.
Lo so sono davvero stupida.. hai ragione tu. Queste frasi sono sciocche e capricciose. Ti sto forse scaricando colpe non tue?
Però.. perché non ha potuto capire? Voluto capire…?
Anzi accettare, accettare le mie paure. Quando hai visto che era difficile, che il mio cuore era freddo, ti sei allontanato perché non volevi essere ferito.
Ma il mio cuore non era freddo, era solo triste.
E poi
Cercando di rialzarmi sempre da sola, perché lo avevo promesso.. – anche se ormai la nostra promessa non ha più significato, perché, Anima Affina, ci siamo persi – di nuovo quella frase.
“Non voglio più sentirti”
Mi stavi vicino perché mi apprezzavi in un modo diverso da quello di un amica? Mi hai ingannata? Proprio mentre aprivo il mio cuore, tutto questo?
Cercando di dimenticare. Hai detto tu stesso -tu, quello che rimproverava tanto gli altri due- le stesse loro parole, e come loro senza spiegazioni, lasciandomi il veleno nel corpo.
Basta per favore